martedì, 12 luglio 2016

Vicolo dei Lavandai: quattro curiosità che (forse) non sapete

È uno dei vicoli storici di Milano, ancora oggi meta turistica di turisti e milanesi che vogliono saperne di più di un luogo che ha davvero fatto la storia della città. Ebbene, per la serie c’è sempre qualcosa in più da scoprire, eccovi qualche curiosità, tra quelle meno note, su questo luogo magico e ricco di storia:


1. Il vicolo è dedicato ai lavandai e non alle lavandaie, come si potrebbe pensare, perché nell’800, a occuparsi del lavaggio dei panni erano gli uomini, organizzati in una vera e propria associazione di mestiere. Proprio così, la Confraternita dei Lavandai è nata nel 1700 e il suo protettore è Sant’Antonio da Padova, a cui è dedicata la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, che si trova proprio a 100 metri dallo storico Vicolo.


2. Se visitate il Vicolo, al numero 6, potrete ammirare una centrifuga che risale al 1900, quando ancora la lavatrice non esisteva e per strizzare i panni si ricorreva a metodi manuali e decisamente più impegnativi.


3. Il ruscello che potete ammirare lungo il vicolo, conosciute come “el fosset” è alimentato direttamente dall’acqua del Naviglio Grande ed era il luogo in cui si insaponavano i panni sull’asse di legno, chiamata “brellin”.


4. La bellezza e l’incanto del luogo, nel tempo, hanno ispirato poeti e scrittori, tra cui Luigi Cazzetta, che al vicolo ha dedicato la poesia “Vicol di Lavandèe” valsa il premio Carlo Porta nel 1964.